La mia passione per le piante

Voglio iniziare questa sezione narrando in breve il mio percorso di passione verso le piante.

Mi sono avvicinato al mondo delle piante quando avevo solo dieci anni. Osservavo spesso dalla finestra del soggiorno mio padre indaffarato sul balcone mentre bagnava e curava con attenzione alcune piante fiorite.
Ricordo che in quel periodo vidi il film “Karate kid” che mi fece innamorare del mondo del bonsai! Nel film il protagonista Daniel son doveva prendersi cura di un bellissimo bonsai, affidatogli dal suo maestro affinché ne avesse cura durante la sua assenza. Probabilmente l’aver visto questo film ha risvegliato in me qualcosa che, in seguito, e per una serie di eventi che andrò a narrare, mi ha portato all’Ayurveda.

Negli anni ’80 non c’era molto materiale a disposizione sull’argomento “bonsai” e non esisteva ancora internet per svolgere ricerche sull’argomento; iniziai quindi iscrivendomi a un Club del Bonsai, dove imparai le basi delle tecniche di cura.
A casa facevo poi parecchi esperimenti: prendevo, durante le mie escursioni nei boschi, alcune pianticelle che attiravano la mia attenzione per farne (o cercare di farne) dei piccoli bonsai. Acquistai quindi un ficus benjamin che ricordo di aver diviso, visto che erano due piantine nello stesso vaso. Questa volta, anziché farne un bonsai, utilizzai un sistema nuovo di coltura chiamato “hydroponica”. Le radici dovevano venir completamente pulite dalla terra che veniva sostituita dall’argilla espansa, ossia da palline d’argilla fatte un po’ come i popcorn. Quest’argilla serviva a dare sostegno alla pianta e attraverso un indicatore d’acqua e un vaso a tenuta stagna, la pianta cresceva e si sviluppava con l’aiuto di un concime apposito per le colture idroponiche, più blando rispetto ai normali, per evitare di bruciare le radici.

Nel frattempo il balcone che utilizzava mio padre per la cura dei fiori annuali fu via via occupato dai miei bonsai e da varie piantine che avevo fatto crescere da seme.
Finii intanto il mio apprendistato di impiegato di vendita, che nulla aveva a che vedere col mio hobby. Non soddisfatto infatti del lavoro che svolgevo, decisi dapprima di andare ad imparare l’inglese in Australia, chiedendo un permesso non pagato presso la banca nella quale lavoravo (un lavoro noiosissimo: mi vedevo infatti come operaio da “catena di montaggio” che anziché avvitare e svitare bulloni all’infinito, stava seduto in ufficio stampando documenti per altri).
Durante il mio soggiorno in Australia ebbi modo di apprezzare la natura completamente differente che mi circondava; tutto ciò accrebbe in me il desiderio di avvicinarmi maggiormente al mondo delle piante.
Una volta tornato decisi dunque di capirne un po’ di più! Mi rimisi in gioco come floricoltore e mi iscrissi ad una scuola specifica. Mi sentivo appagato per tutto ciò che stavo apprendendo: curare, far sviluppare e coltivare le mie verdi amiche!

I miei genitori, sempre molto pazienti, nonostante alcuni miei disastrosi esperimenti casalinghi, mi lasciavano fare. Una volta mi misi perfino in testa che il mio ficus in idrocoltura, tenuto in cameretta, aveva assolutamente bisogno di maggior umidità; acquistai un umidificatore per ambienti che tenni acceso tutta la notte. La mattina seguente, al risveglio, mi sembrava d’essere precipitato nella foresta amazzonica: c’era infatti un tasso di umidità che superava l’80%! Il poster gigante che occupava tutta una parete, incollato da me direttamente al muro, si stava scollando e accartocciando… questo fu il mio primo grande disastro.
Un’altra delle mie fantastiche idee fu quando decisi di acquistare un’apposita lampada per la crescita delle piante che tenevo accesa anche durante la notte, poiché ero convinto che dare loro più luce fosse una scelta azzeccata per una crescita ottimale. Purtroppo, dato che anch’esse hanno bisogno dei normali cicli di luce e di buio (cicli circadiani), alcune di loro decisero di fare harakiri e di suicidarsi per la troppa luce cui le costringevo.
La scuola che stavo frequentando, per fortuna, mi aiutò col tempo a comprendere meglio come comportarmi col mondo vegetale, rendendomi più consapevole del mondo in cui mi ero immerso.

Terminato l’apprendistato, come se l’avessi chiesto all’universo, aprirono a Lugano un centro specializzato in bonsai; presentai subito la mia candidatura e fortunatamente mi assunsero.
Qui passai un bel periodo, ma dopo un po’ di tempo mi resi conto che anche questo non era esattamente ciò che avrei voluto fare: non vedevo infatti, su questa via lavorativa, tanti sbocchi per un futuro tranquillo, anche dal punto di vista economico.
Cercai ancora e trovai quindi un posto come acquisitore del reparto fiori per la Coop, una grossa azienda svizzera che aveva nei propri supermercati dei reparti ben avviati. Lì iniziai una nuova esperienza; vi rimasi per un anno e mezzo finché capitò l’opportunità di andare a lavorare presso la catena di supermercati Migros, un’altra grossa azienda svizzera che presentava all’interno dei suoi punti vendita dei reparti fiori ancor più specializzati e organizzati.

Ero finalmente felice!
C’era molto da fare in questa nuova esperienza, ma ciò che facevo lo svolgevo con piacere.
Col passare del tempo l’azienda cambiò il personale di direzione e iniziavano a vedersi all’interno dell’azienda le prime “incrinature”: il reparto fiori per il quale lavoravo dava, a loro dire, troppo lavoro rispetto alla cifra d’affari che sviluppava. Inoltre le nuove filiali, ancora rinnovate, davano meno spazio al reparto di cui mi occupavo, riducendone ulteriormente le dimensioni. Ciò provocò (manco a dirlo) un’ulteriore diminuzione della cifra d’affari… una situazione ormai per me insostenibile!
Volevo cambiare, ma senza capitare nuovamente in una dinamica lavorativa simile.
Alla ricerca della Via Maestra da seguire, pensai di iscrivermi alla scuola di Naturopatia di Riza a Milano. Il corso mi sembrava ben strutturato, con materie molto interessanti e variate. Mi iscrissi al primo anno con molto entusiasmo: le materie che proponevano mi piacevano molto, ma mi resi presto conto però che anche questa scuola non era esattamente ciò che cercavo, poiché vi si trattavano troppe materie senza approfondirne sufficientemente alcuna. Avrei voluto concretizzare maggiormente e più approfonditamente alcune tematiche affrontate, cosa che la scuola non consentiva di fare in modo “professionale”.

La fortuna volle che, durante uno dei weekend di studio presso scuola di Riza, venisse affrontato il tema del “massaggio dell’energia spirituale”. Ne fui subito attratto! Avevo già, anni prima, svolto i 3 livelli di Reiki, ed il campo delle energie è stato per me sempre molto interessante. Quella lezione mi diede la svolta, poiché scoprii che questo tipo di massaggio, trattato nel weekend, era legato al monaco Govindan che andava in giro per il mondo ad insegnare l’Ayurveda. Quasi per una “chiamata divina” ricevetti una mail di invito ad un breve corso della durata di un weekend sul massaggio ayurvedico alla schiena, tenuto dalla docente Alida Dal Degan. Cercai in internet informazioni al riguardo e scoprii che lei era la “discepola” di Govindan, e che proprio quel tipo di massaggio era anche da lei insegnato.
Mi iscrissi al corso e passai un weekend davvero fuori dal comune: era come essere entrato in mondo parallelo, in una bolla, nella quale tutto rallentava ed il tempo aveva cambiato letteralmente i suoi ritmi. L’olio utilizzato per i trattamenti, i profumi e le atmosfere che si sviluppavano mi facevano stare estremamente bene; mi sentivo coccolato e tranquillizzato.
Tornando a casa da quell’esperienza, provavo una profonda tristezza interiore: capii così che l’Ayurveda mi aveva dato in quei pochi momenti qualcosa di cui avevo davvero bisogno, e che la vita di tutti i giorni non mi andava più bene.
Mi dovevo dedicare completamente all’Ayurveda! Abbandonai così la scuola di Riza a Milano. Seguii dei “residenziali” con Alida, imparando diversi tipi di trattamento; nei mesi successivi divenni pure socio fondatore dell’Associazione Monaci Erranti, nel momento in cui lei e suo marito decisero di trasferirsi definitivamente nel Canton Ticino.
Creammo un programma scolastico a cui partecipai come allievo per il primo ciclo di 150 ore, dedicato al massaggio ayurvedico.
Più mi addentravo nella materia, più mi rendevo conto di quanto vasto fosse il mondo dell’Ayurveda; frequentando questa scuola, ad un certo punto sentii il bisogno di maggiore conoscenza e quindi decisi di cambiare direzione.
Anche in questa occasione mi accorsi di come niente capitava per caso e che c’è una strada per ognuno di noi! A scuola di Alida c’era una compagna di classe, di nome Georgia, che mi parlò molto bene di Ayurvedic Point avendola frequentata, spiegandomi che secondo lei quella sarebbe stata la scuola adatta a me.
Terminai comunque l’anno di studio da Alida; diedi gli esami di fine modulo e mi iscrissi alla scuola Ayurvedic Point di Milano. Chiesi ai responsabili se fosse stato possibile iniziare dal secondo anno, dato che già da due anni ormai masticavo l’Ayurveda; Carmen e Antonio, direttori della scuola AP, mi dissero che potevo svolgere gli esami di fine primo anno e che, se li avessi passati, avrei potuto iniziare dal secondo anno. Fu effettivamente molto dura, perché mancava soltanto un mese all’esame in questione, ed ero comunque a digiuno di moltissimi altri argomenti che alla scuola AP avevano già trattato il primo anno. Cercai comunque di fare ciò che potevo e gli sforzi furono infine ripagati: ero finalmente iscritto al secondo anno! Stava iniziando per me un nuovo entusiasmante percorso.

Seguendo la scuola di AP mi sono reso conto di quanto seria questa fosse e di quanto questa avesse da offrire. Sono felice di aver trovato AP perché, attraverso di essa, potrò forse un giorno realizzare il mio progetto definitivo di cambiamento lavorativo. Sono ben consapevole che questo è solo un punto di inizio ma però, con ottime basi, sono certo che riuscirò nel mio intento di realizzare il mio sogno nel cassetto: un piccolo Centro Ayurvedico nel Canton Ticino.

4 thoughts on “La mia passione per le piante”

  1. Ciao Daniele
    complimenti per la tua ricerca personale e per il coraggio nei cambiamenti di direzione ogni volta che non ti sentivi completamente a tuo agio con quello che stavi svolgendo . Dovrebbero leggerti molti giovani che non sono soddisfatti della strada che stanno percorrendo ma che non osano approfondire la ricerca personale.
    Si intuisce dalla lettura e lo si vede incontrandoti che il compito che svolgi ti da gioia e serenità. Grazie

  2. Ciaomiaubau!
    Leggendo sopra mi sembra ti aver’ trovato Daniele con i gatti piccoli, con il giardino che è un deserto…??
    Saluti a tutti
    Ursi & cane Aris & gattone Finn da Pianezzo
    Ps Se ho spagliato; mi scuso tanto…

    1. Ciao Ursi,
      scusami vedo solo ora il tuo messaggio… devo chiedere al programmatore come fare per riceverli sulla mia mail…
      Esatto sono io 🙂

      saluti
      Daniele

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